Campari, Milla e Dimitri

by • 2 Novembre 2011 • FotografiaComments (0)1415

Tempo di calendari. Già da un pò, a dire il vero.
I quotidiani e le riviste online iniziano a occuparsene con più frequenza, mostrandoci iperbole creative di agenzie e brand di tutto il mondo, impegnati a guadagnarsi una presenza fissa sulle pareti di mura blasonate.

Il primo che salta fuori dalla mia ricerca su Google è una costante del panorama: mi lustro gli occhi e mi godo il nuovo calendario Lavazza. A seguire altri calendari, più o meno creativi, fino ad arrivare al calendario Campari. Osservo la gallery sfogliando immagini che mi lasciano un pò perplesso. Decisamente.

Mi fermo su ogni scena attraversato da deja-vu a ripetizione. Visioni da rivista della sala d’attesa del mio dentista.
Continuo a pensarci, e provo a ricostruire l’ipotetico brief dedicato a questo lavoro.

“It’s the End of the World, Baby!” – il brief probabile

Oggetto: inventare l’edizione 2012 del calendario, che sia in grado di competere con le pagine Lavazza (che fanno sempre parlare di sè, a buon merito).
Vision: usiamo un volto conosciuto, una gran bella figliuola che poi in Italia la gnocca va bene su tutto.
Mission: Essere trendy e originali. Anzi no. Solo trendy.
Headline a scelta tra:
– “Vieni con me se vuoi vivere”
– “It’s the End of the World, Baby!”
– “Ho visto cose che voi umani…”

L’idea: si avvicina il 2012. Ci sono i Maya menagrami, la crisi globale da curare con gli involtini primavera, scene di panico ai megastore scontati e la Johansson che nel tempo libero si fotografa il fondoschiena allo specchio. E’ il momento perfetto per parlare di fine del mondo, non c’è alternativa. Dobbiamo farlo, prima che ci pensi qualcun altro. Magari ispirato dalle profonde argomentazioni di Giacobbo o dal Mistero televisivo, spauracchio di ogni razionalità spinta.

Ci serve una protagonista. Una tipa tosta e sexy. Un volto originale. Qualcuno che faccia da contrasto con lo stile apocalittico del calendario. Per esempio… (segue lunga pausa di riflessione) la Milla! La protagonista dei quattro capitoli di Resident Evil (basati sulla fine del mondo), del Quinto Elemento e di UltraViolet (ok, ritorna il tema “fine del mondo”, pazienza).

Cosa vuoi di più dalla vita? Uh. Ok. Pessima scelta di parole.

Lo stile? Perchè non considerare uno di quegli spassosissimi tutorial su Gugol: “come creare una scena apocalittica con photoshop”? Prendiamo spunto dalle locandine cinematografiche (quelle brutte, però) e usiamo Photoshop, tanto Photoshop. Sopratutto Photoshop. Dopotutto l’impaginazione è relativa. La modella figa e famosa l’abbiamo messa. Abbondiamo con il fotoritocco, usiamo i filtri e qualche pennellata artistica dove capita. Siamo a posto così.

Trasformiamo i capelli di lei in una scia di vino. Un colpo di classe. Copiamo i lavori dei disegnatori fantasy e shi-fi anni 80. Mettiamoci dentro anche tanti colori saturi, che fa figo. [….]

Per la cronaca: il fotografo dietro le scene è Dimitri Daniloff, autore di alcuni scatti famosi in rete. Difficile non pensare a qualche forzatura nel suo lavoro, così privo di mordente e di significato tra le pagine della Campari.

All’interno del backstage si intuiscono scene e colori, una lavorazione poi deludente nel risultato finale. Un’impostazione tanto debole quanto scialba. Bruttura del già visto. Trionfo del fotoritocco, retorica del superfluo.

It’s the end of the world Baby! di multivu

[ immagini via La gallery del calendario Campari | La Repubblica ]

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