Nella discriminazione sessuale non ci perde solo la donna… bensì l’azienda

by • 4 Ottobre 2011 • LavoroComments (0)1377

Nonostante questo sia un concetto di cui sono pienamente convinta, visto le innumerevoli risorse da attribuire al genere femminile in tutti i settori, servono ancora ricerche per dimostrare quanto penalizzante sia per un’azienda non investire nelle donne che comunque non necessariamente hanno più capacità degli uomini intesi in maniera generale. Sta di fatto che sicuramente se ben inserite nel contesto lavorativo e se ben incentivate nella loro mansione, qualunque essa sia, le donne sono portate a sviluppare quella leadership che tanto è cara a noi che abbiamo studiato antropologia nelle società matriarcali, che si distingue da quella maschile per comprensione delle problematiche e organizzazione.

 

© pressmaster – Fotolia.com

 

Si perché non è solo all’interno del contesto familiare che si dimostrano le proprie doti di gestione, sembra proprio sia una caratteristica innata della donna in quanto tale che può divenire utile anche all’interno dell’azienda in cui si opera. Ho trovato interessantissima questa ricerca pubblicata dalla rivista Guardian che ha dimostrato come la donna tenda a lavorare meglio quando è in squadra e quindi è motivata a collaborare per il raggiungimento di risultati e obiettivi. La ricerca si è svolta mettendo a confronto squadre si sessi diversi alle prese con la risoluzione di un test di matematica. Dall’osservazione dei due gruppi è emerso che, mentre gli uomini preferivano competere in maniera individuale, una percentuale molto più alta di donne preferiva competere e quindi raggiungere l’obiettivo in team, cercando la collaborazione dei colleghi. Insomma la donna tende ad essere un animale sociale anche nel lavoro, cercando il rapporto personale sia con i colleghi che con le istituzioni. Tale caratteristica, come sottolinea lo stesso Guardian, tende a rispecchiarsi anche nel mondo della politica. Molto più numerose sono le donne attive in paesi in cui viene eletto il partito e meno in quelli dove viene eletta la singola persona.

 

 

Personalmente credo siano veri tutti i dati raccolti dalla ricerca così come che la donna per sua natura tende a fare “gruppo” sia nel lavoro che fuori e soprattutto tende ad adattarsi meglio alle nuove esigenze di mercato come descritto nell’infografica pubblicata qualche giorno fa’, nonostante ciò non sia fruttuoso a livello di impiego. Banalmente l’essere donna penalizza, nonostante si possa affermare il contrario e nonostante molti siano gli obiettivi raggiunti nel corso di decenni. Molte sono le donne potenti al mondo, ne abbiamo un rappresentante anche in Italia, cosa di cui ci informa il Fortune nell’annuale statistica dedicata.

Ciò non toglie però che per raggiungere un obiettivo come squadra all’interno di un’azienda, oltre a non avere a che fare esclusivamente con donne, ci si trova incastrate all’interno di dinamiche che non solo rendono impossibile la collaborazione proficua ma tendono a disgregare un’eventuale squadra o gruppo coeso che si potrebbe creare. E questo capita sempre più spesso tra donne, paradossalmente.

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