Gaialight e Rossella: la femminilità che vive nella contemporaneità

by • 14 Settembre 2011 • Arte, Fotografia, IspirazioneComments (0)1412

Domani è un altro giorno” declamava Rhett alla fine di Via col Vento, ma di certo non era lui il protagonista della celebre affermazione, come non era lui che tirava le redini della pellicola. A muovere le marionette di Via col Vento c’era lei: Rossella O’Hara.

Una donna amata quanto odiata, sensibile ma altrettanto cinica e opportunista, di certo un’arrivista in piena regola che rispecchia lo pseudonimo della donna pronta a tutto per arrivare al suo scopo, conclamando apertamente “Giuro che mai più né io né la mia famiglia avremo fame”. Una donna che da sempre rappresenta un’icona prettamente americana e che riesce, nelle varie sfaccettature a rispecchiare ogni forma e ogni caratteristica della femminilità, non solo dell’epoca ma anche contemporanea.

Per Gaialight, artista italoamericana residente a New York, Rossella oltre che un’icona è diventata una “compagna di viaggio” immortalata all’interno dello scenario elettorale che accompagnava, come in Via col Vento, una  rivoluzione americana: l’elezione del primo Presidente di colore nella storia degli Stati Uniti. Una scelta, quella del personaggio di Rossella, che secondo l’artista (la cui intervista integrale si può leggere qui):

intendeva raccontare, attraverso un espediente narrativo efficace nella sua semplicita’ (l’ utilizzo di una sagoma di cartone acquistata su internet) benche’ metaforicamente evocativo (la sagoma prescelta raffigurava un’ icona tipicamente Americana la cui complessita’, nel bene e nel male, concedeva ampio spazio alla riflessione critica), l’ America contemporanea in una delicata fase di transizione storica, politica, sociale destinata a cambiare per sempre la storia d’ America e del mondo con lei.
Scarlett O’ Hara, eroina anti-eroica per antonomasia

Un’opera quella di Gaialight che inevitabilmente si insinua nell’attualità dimostrando che Rossella, donna con l’innata capacità di re-inventarsi, “proprio in virtù’ della sua imperfezione e’ rimasta indelebilmente impressa nel’ immaginario di intere generazioni, non solo di donne, che non hanno paura di amarla nonostante tutti i suoi limiti”.

Una scelta forte, estremamente simbolica che nel contesto in cui è stata inserita si è arricchita ancor di più di rappresentazioni. Spontanea arriva la riflessione sul mondo contemporaneo e in particolar modo all’Italia, dove la condizione femminile vive ancora alcune lacune, che all’apparenza sono insormontabili.

Chi sarebbe la nostra Rossella? Quale la rivoluzione che rappresenterebbe?

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