L’ora di Steve

by • 25 Agosto 2011 • Personaggi, ProtagonistiComments (2)798

Apple. Ceo. Keynotes.  Rivoluzione.  Immagini. Touchscreen. Malattia. Ritorno. Email.

Se volessimo definire l’era di Steve Jobs, in qualità di Ceo della Apple, potremmo definirlo così; una serie di termini chiave che aprono un universo, dietro di esse, e molto di più.

“Sfortunatamente è arrivato il giorno in cui non posso far fronte ai miei impegni”

Con queste parole ieri (oggi, per noi) il nostro Steve, rappresentazione di uno status symbol, ufficializza il passaggio di consegne al nuovo Ceo, Tim Cook, di fatto già operativo da tempo, a causa dei problemi di salute di Jobs.

L’ora di Steve. Sembra quasi un addio prematuro, degno del “coccodrillo” di un quotidiano.
Eppure il nostro amato Steve, invece, non ci ha lasciato per sempre ma cedendo lo scettro di Ceo a Cook chiude di fatto un era gloriosa.

Ecco lo spot, la prima scommessa vinta da uno Steve appassionato sostenitore dello spot girato da un certo Ridley Scott, trasmesso una sola volta e rifiutato dai vertici della Apple, diventato poi una pietra miliare del mondo pubblicitario.

Spot Apple 1984

Vera e propria icona della Apple, più di ogni altro prodotto e di ogni novità, Steve E’ la Mela.
Rivoluzionario “one man show” dei i suoi prodotti, esempio di stile e sobrietà, emozionante in ogni keynote, divenuti grazie alla sua presenza un evento atteso in tutto il mondo e ritrasmesso ovunque, in tempo reale.

Se pensiamo alla presentazione di un prodotto apple, che si tratti di iPad, iPhone oppure McbookAir, ci viene subito in mente quell’uomo dal fisico asciutto, jeans stretti (a volte a nascondere quelle rivoluzioni tecnologiche) e maglietta nera; occhialini davanti a occhi arguti, in piedi davanti ad un maxischermo che annuncia ogni novità. Pochi gesti, assenza di fronzoli superflui e il cambiamento che, da quel momento in poi, tutti desidereremo possedere.

Steve, capo della “tribù” della Mela, profeta del “think different e dell’innovazione consumer è la rappresentazione di uno spirito imprenditoriale “new wave”  spingendo l’azienda, una scommessa vinta dopo l’altra, fino alla cima dei titoli finanziari negli States (superando Microsoft e titoli imponenti arroccati da tempo nelle loro posizioni).

Citatissimo, personificazione della mela e del concetto “evoluzione tecnologica a portata di mano” è diventato oggetto parodiato da altri personaggi storici, icone di un mondo diverso, dal seguito planetario: Simpsons e SouthPark, per citarne due, hanno dedicato a Steve ed ai suoi AppleStore e Keynote due episodi, caratterizzati dall’immagine un pò stereotipata che tutti, fans o meno, a volte ironicamente, gli assegniamo.

Apple e Steve Jobs nei Simpsons

Steve Jobs e il Keynote parodia in un episodio di SouthPark

Savoir faire e rispetto verso l’azienda e dei suoi lavoratori fino all’ultimo, anticipando ieri via email ai suoi dipendenti e colleghi la volontà di abbandonare a 56 anni il ruolo che l’ha reso famoso in tutto il mondo, chiedendo di diventare un semplice dipendente per occuparsi del board.

Sul web  il rincorrersi della notizia su tutti i canali ha innescato una valanga di commenti, fino a spingere l’argomento in cima ai “trend” sui canali sociali. Una notizia già attesa, trasformata in affetto dei sostenitori della “tribù”, con qualche perplessità sul futuro della Apple (come dimostra la perdita di più di 4 punti percentuali del titolo in borsa, dopo l’annuncio).

Un esempio con lo streaming su Twitter dell’hashtag #stevejobs su Twitter.

Si chiude un’era. Un’altra in arrivo, tutta da scoprire. Magari in attesa di incontra il buon Steve, chissà, in uno degli App Store che lui stesso lanciò.

Steve Jobs presenta l\'Apple Store

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2 Responses to L’ora di Steve

  1. Giampietro Tocchio ha detto:

    Se ho sempre detto che “il cumputer è solo un mezzo per esprimere creatività” è solo perché un Mac mi ha permesso di pensarlo.
    E’ vero, il Mac mi ha limitato nelle relazioni (non ho mai conosciuto tecnici riparatori) e mi ha anche mantenuto ignorante (non so come curare i virus), ma, come a volte si sente dire, gli “ignoranti” vivono felici… e io lo vissi sino ad oggi, che la paura di un futuro senza il genio di Jobs mi stringe lo stomaco.
    Lunga vita a Steve Jobs.

  2. Massimo Nava ha detto:

    Lunga vita al Re :)