Branch Out – Lavoro e Badges su Facebook

by • 22 Agosto 2011 • Lavoro, Social e dintorniComments (1)1003

L’estate 2011 sarà di certo ricordata per il lancio di Google+, oltre che per le modifiche ai tanti canali sociali esistenti (in particolare quella recente dedicata aFoursquare, canale che, proprio in questi giorni, ha ricevuto un gradito ospite e Twitter che ha ufficializzato importanti cambiamenti), rivoluzioni e nuove generazioni che ci accompagneranno nei mesi a venire.

Tra i tanti nuovi Brand in rete uno in particolare raccoglie la nostra attenzione,offrendosi come alternativa a Linkedin e strumento di lavoro importante, collegato a quell’universo imponenete che si chiama Facebook: BranchOut.

 

BranchOut, progetto che ha ricevuto ingenti finanziamenti (raggiungendo più di 20 milioni di dollari) è una piattaforma/applicazione molto intuitiva.
Dalla homepage fino al suo interno (dopo aver avuto accesso semplicemente collegandoci con il nostro account Facebook) disponiamo di una serie di funzioni semplificate per modificare il nostro profilo e gestire le nostre amicizie online.

Fin dai primi passi ci si accorge delle analogie con Linkedin e il sistema di “raccomandazioni” (Endorsement), la barra di progressione del profilo e i suggerimenti di amicizia che si basano sulle parole chiave contenute all’interno del profilo Facebook.
Grazie a quest’ultimo è possibile gestire rapidamente il proprio networkassecondando i suggerimenti di contatto, e permettendoci di presentarci, lavorativamente, all’interno delle nostre liste.

Se si rivelasse fondata l’idea diffusa (che condivido),rilanciata tempo fa da Wired, su Facebook “carta d’identità digitale” de facto, allora questa piattaforma si rivelerà come la migliore opportunità di posizionare la propria figura professionale all’interno di un network vastissimo.

Oltre a poter aggiorare il nostro “status” all’interno della piattaforma, dedicando il messaggio alla nostra rete di contatti lavorativi (esattamente come accade su Linkedin – in maniera più rapida su BO, a dire il vero) è possibile personalizzare lo storico lavorativo e formativo, indicando aziende e settori di competenza con facilità.

La piattaforma permette il caricamento del proprio curriculum – anche in pdf – dal quale BranchOut estrapola i dati (anche se nel mio caso doveva essere ubriaco e ha combinato un macello. Ma niente paura, c’è il tasto per recuperare i dati sostituiti :P).

 

Vero punto forte di questo nuovo network sono i “Badges“.

Introdotti al successo da Foursquare, ripresi da molti altri canali sociali (uno su tutti: Gomiso, social dedicato a cinema, serials e tv), sono stati introdotti in maniera intelligente da BranchOut.

Creata la nostra rete, infatti, oltre a poter assegnare una raccomandazione, possiamo indicare, per ogni contatto, un badge tematico che ne sottolinei le caratteristiche.

Tanti i “Badge of Honor” disponibli distribuiti in 3 pagine: si va da quelli dedicati ai profili dei Comunicatori (Grafica, Design, Creatività, Fotografia, Art Direction, ecc…) a quelli “Sociali” (Social Media, networking, ecc…), al Web e a tante professionalità diverse (giornalista, analista, Pr, Hr, ecc..) passando anche per Badge di natura differente.

In relazione a questi ultimi sottolineo l’arguzia della piattaforma nel consentire agli utenti di mettere in risalto caratteristiche degli utenti che poco avrebbero a che fare con il profilo lavorativo ma che, di fatto, spingeranno gli utenti ad ampliare la propria rete (e l’esposizione personale) anche nei casi in cui quei contatti siano semplicemente “simpatici”, “notturni”, “vip”, “esperti guidatori” e così via.

In pratica oltre al serio il faceto, apprezzato su FaceBook e in grado di fornire una decisa spinta propulsiva a BranchOut.

E’ inoltre possibile assegnare più badge al singolo soggetto, in modo da definire al meglio quel profilo. BO inoltre si occuperà di creare una sorta di “classifica” dei livelli raggiunti, semplicemente sommando le segnalazioni di un certo tipo, come nell’esempio in figura.

 

Completano la scena i classici “suggerimenti” e le modalità di invito rapido che attraverso un click ci permettono di attingere nuovi utenti dalle nostre liste di amici, da Gmail, Yahoo e (prossimamente) da altri network, c’è da scommetterci.

Branchout ci permette infine di pubblicare annuci di lavoro o di lanciare una ricerca all’interno di questi ultimi per cercare nuove opportunità lavorative.

Sulla scia dei ragionamenti precedenti è facile prevedere uno scenario fatto diaziende e agenzie che si serviranno di questi spazi per intercettare profili interessanti, basandosi sui commenti, badges e profili di un pubblico estremamente eterogeneo (a differenza di Linkedin, diffuso ma non troppo usato dagli utenti di certe fasce).

Non dimentichiamo, come ci ricorda frequentemente la rete, che le aziende ormai sfruttano la nostra presenza all’interno dei canali sociali per “conoscerci” meglio e valutare la nostra persona e la nostra professionalità.

 

Un articolo recente in merito:

Dal sondaggio di Mindflash risulterebbe, infatti, che il 35% del campione avrebbe deciso di escludere qualcuno dopo aver letto su Facebook contenuti (foto, commenti e post) considerati “inopportuni”.
Non solo, succede sempre più spesso che personale già in servizio presti maggiore attenzione a cosa posta sulla propria bacheca. E fa bene, tanto più che negli Stati Uniti l’agenzia governativa indipendente National Labor Relations Board ha deciso di dare il via libera a chi vuole licenziare questo o quell’impiegato, che avesse pubblicato materiale ritenuto “inappropriato”.
Foto compromettenti e commenti inopportuni sono prevedibilmente i primi della lista, ma – secondo Mindflash – anche pettegolezzi e insulti risultano essere motivo valido di esclusione di un candidato.

(Continua qui)

In conclusione non posso che consigliare di provarlo, giocarci un pò e rendersi conto dell’effettiva fluidità dell’applicazione.

Un modo nuovo (o quasi) per mostrarsi professionalmente.
Prossimo passo? Io punto sull’inserimento di portfolio personali (magari sfruttando le dinamiche degli album di FB), una pista già battuta da Linkedin in accordo con il meraviglioso Behance Network.

Resta solo da verificare la reazione di Linkedin, oltre a quella dei vari “Job center” online che di certo inizieranno ad accusare il colpo con l’espansione di BranchOut.

Linkedin, a te la palla 

approfondimenti

Per aggiungermi su BranchOut
Seguimi su Facebook (Massimo Nava aka Artlandis) e installa l’applicazione dedicata.

Un approfondimento da NinjaMarketing

 

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