One Can, One Condom, an unusual way to try to fight AIDS in Africa

by • 25 Luglio 2011 • Infografica, Progetti, ProtagonistiComments (2)1629

L’Africa è il continente che ha dato alla luce l’AIDS, è anche il continente dove c’è a più alta percentuale di casi di immunodeficienza acquisita. Infatti 23 milioni sono le persone infettate dal virus dell’HIV, più del doppio del resto del pianeta.
Nonostante il numero delle persone contagiate sia in diminuzione, le politiche per la formazione, la prevenzione e il trattamento contro la malattia sono state e sono tutt’ore un fallimento.

Nell’infografica allegata, Kurioso un architetto laureato al Politecnico di Madrid, ha ipotizzato lo sfruttamento di attività commerciali (in questo caso la Coca Cola) per divulgare informazioni e soprattutto sensibilizzare all’uso del preservativo, unica barriera low-cost alla diffusione del virus.

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fonti

Graphics and pictures

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[ via One Can, One Condom. How make effective the fight against AIDS in Africa « Kurioso ]

 
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2 Responses to One Can, One Condom, an unusual way to try to fight AIDS in Africa

  1. Massimo ha detto:

    Io ho qualche dubbio sull’idea, comunque meritevole di nota: intanto inserire un condom sulla confezione richiede costi e modifiche di linea agli impianti non banali (coke per questo motivo non ha inserito la sleeve protettiva come pepsi sulle lattine); poi il target di vendita della bibita in africa è diverso dal target di riferimento per la protezione dell’HIV. Oggi le ONG che operano in quei paesi fanno già un gran lavoro di sensibilizzazione e divulgazione dei condom, che dovrebbe essere ancora più supportato.

    Riguardo alle iniziative Coke in Africa, guardate questo link: http://www.thecoca-colacompany.com/citizenship/local_hivaids_initiatives.html

  2. Nikbarte ha detto:

    Lodevole lo sforzo e la creatività finalizzata alla soluzione di un problema su scala mondiale. Purtroppo, oltre alle considerazioni espresse da Massimo, aggiungo che fruendo degli spazi identificati da Kurioso (con le attuali confezioni), si danneggerebbero seriamente i condom rendendo persino inutile l’uso del medesimo. Peso (superiore del contenitore), calore, metodo di stoccaggio, potrebbero causare compressioni del cappuccio di gomma da causarne lacerazioni, rotture o diminuizione delle proprietà elastiche con conseguenti rotturi in fase di utilizzo. Bisognerebbe: a) cambiare confezioni o studiare un sistema di protezione efficace b) cambiare materiali nei condom (rendendoli più robusti) ma significherebbe alterare il prodotto. Temo che le mission delle case di produzione di bevande e di condom, siano e restino ancora distanti dalle mission dei Ministeri della Salute nella lotta all’AIDS.