La donna in pubblicità, stereotipi demoliti o ancora da demolire

by • 6 Giugno 2011 • AdvertisingComments (7)2965

Ancora stereotipi sulla figura femminile, e ancora tentativi riusciti di superarli, e altri che si meritano un bel #fail.

Due spot hanno attirato la mia attenzione in questi ultimi giorni.
Il primo è entrato in programmazione dall’8 maggio 2011 e non sarà passato inosservato sicuramente al gentil sesso.

Parliamo dello spot Camparisoda “Piacere di conoscersi“ in cui una ragazza racconta la propria storia personale, finalmente lontana dagli stereotipi con cui viene solitamente dipinta la donna nella pubblicità.

Lo spot, in doppia versione visibile su www.piacerediconoscersi.it, racconta come la nostra protagonista è pronta a “cambiare il mondo“ prima – in LOVE – demolendo il mito del principe azzurro, mentre nella seconda versione – ROCK – attraverso varie esperienza anche come frontwoman di una rock band.

Entrambi gli spot terminano con la scena della protagonista che conclude la sua biografia con la conoscenza del suo estasiato interlocutore, con il claim finale “Siamo mondi da esplorare” che identifica la ragazza con le esperienze vissute invece che per la sola apparenza.
Sottile, allegro e allo stesso tempo incisivo: la donna non è solo una preda o un trofeo, un mondo complesso da scoprire. Quante ragazze ci si sono immedesimate? Quante di loro hanno pensato: “sì, sono io!”?

Finalmente una visione diversa della donna, direte voi.

E ne eravamo convinti anche noi prima di aver visto il nuovo spot della Schweppes con Uma Thurman come testimonial.

Purtroppo non ho potuto trovare la versione dello spot in programmazione in questi giorni sulle tv italiane, e guardando l’originale ci si rende conto di quanto il doppiaggio abbia ulteriormente danneggiato uno spot, nato male fin dall’inizio.

La musa di Quentin Tarantino, truccata e abbigliata a metà strada fra il burlesque e le ballerine brasiliane, appesantita da trucco, fiore mastodontico fra i capelli e bracciali multicolori, racconta in un’intervista la sua passione per la bevanda reclamizzata, giocando, con tono suadente e quasi orgasmico, su doppi sensi sessuali.
Il claim? “What did you expect?” (che ti aspettavi?): ma si, demoliamo l’aspettativa sessuale che un timido giovanotto si è creato ascoltando la voce roca e i gemiti del truccatissimo esemplare di femmina.

Un’attrice contemporanea, bella e versatile, relegata a icona sessuale, ruolo ulteriormente enfatizzato negli scatti a corredo della campagna, a cura del famoso fotografo David Le Chapelle: bellissimi coloratissimi, ma estremamente stereotipizzati e stereotipizzanti stereotipati e stereotipanti di una donna vista solo come preda colorata, pronta all’accoppiamento

Uma Thurman, oltre che come attrice, dal 2008 la troviamo spesso impegnata in ambito pubblicitario: per Mediaset Premium, accanto a Hugh Laurie e Zlatan Ibrahimovich; è stata testimonial dello slogan promozionale intitolato Mission Zero e nel 2010 è la testimonial dello spot Alfa Romeo Giulietta, con il claim “Mi chiamo Giulietta e sono fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni“.
Non che la sua figura si sia inflazionata in pubblicità, ma sicuramente questa operazione, rispetto alle campagne precedenti, non le rende onore.
E ovviamente non rende giustizia a tutte quelle donne che continuano a lottare per non essere viste solo come ballerine, belle statuine oppure come oggetti sessuali.

E voi? dite la vostra. Fra i due spot, quale vince?

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7 Responses to La donna in pubblicità, stereotipi demoliti o ancora da demolire

  1. vale j. ha detto:

    Anche io mi sono imbufalita x lo spot con Uma T.
    Ma c’è La Chapelle dietro…e allora se ti ribelli alla sua visione della donna sei vista come una puritana: fa + figo accettare tutto quello che viene da un artista “riconosciuto” (a me non è mai interessato, ma sarò fatta storta io). E questo spot conferma quello che ho sempre pensato di lui e della sua arte. Che sia chiaro riconosco come tale, eh! ma non mi interessa (mi piace/non mi piace non le trovo categorie adatte) la sua poetica fatta di donne plasticose/giocattolini sessuali, anche se in effetti vai a vederti come vivono a L.A. e come vanno conciate le donne da quelle parti e ti metti le mani ai capelli. Biondi, of course!

  2. claudiastomeo ha detto:

    Brutta pubblicità, credo che sia brutta sia per gli uomini che per le donne. Uma T. appare brutta e appesantita da quel trucco posticcio . Però da donna che nel quotidiano trovo volgare anche il lucidalabbra non mi offendo, nè mi indigno. Al contrario trovo un’ironia simpatica e sarcastica di quelle donne (aimè troppe) che si conciano così, e poi si chiedono perchè i maschi pensano sempre al sesso? … non intendo dire che la donna non possa mettere la minigonna, le scollature ed il trucco. Non sia mai! Mai togliere la libertà a nessuno di esprimere la propria persona come meglio crede, ma a volte si apre la coda del pavone troppo e in modo troppo sgargiante…

  3. Paolo Comparin ha detto:

    Io devo affermare che lo spot con Uma T. visto in edizione integrale cambia totalemtne il suo significato, nell’edizione che fin’ora ho visto in tv sembra molto più volgare il colloquio tra i due, ed inoltre la figura della donna sembra la sottomessa. Invece nell’edizione integrale il senso cambia notevolmente, si vede l’uomo decisamente sottomesso al volere della donna. Anche se in ogni caso viene stereotipato un comportamento che penso faccia un po imbarazzare sia donne che uomini. Io non avrei mai sognato di concepire, o realizzare una cosa così. Mi vergognerei di me per il solo pensiero che possano vederlo i miei genitori, e dire agli amici si questo l’ha fatto mio figlio….brrrr paura pura…cioé utilizzare tutta quell’enfasi e sentimento per non dire nulla mi fa pensare a quanto sia di una bassezza inaudita….Poi vabbé ognuno la pensa come vuole…;)

    Quello per Campari invece è un bla bla bla assurdo…che pizza…

  4. Flo ha detto:

    Schweppes sta diffondendo una pubblicità brutta, diseducativa, volgare, imbarazzante. Anch’io ho visto lo spot in edizione integrale e l’ho trovato brutto come la versione ridotta. Oltretutto il numero dei passaggi della versione ridotta sono piu’ numerosi.E’ una pubblicità in cui il rapporto uomo/donna appare distorto e ammiccante. Totalmente fasullo, come il look della protagonista (truccata con la pistola a spruzzo e vestita con un orrido costume carnevalesco ). Uma Thurman era un’attrice di spessore (basti pensare alle sue intepretazioni in Il Barone di Munchauser-Le relazioni Pericolose o Pulp fiction, etc. adesso si svilisce per una pubblicità in cui l’unico messaggio comprensibile è che con il giornalista con l’occhio da tonno si stanno rimorchiando a vicenda. Mah! Ho due certezze: che Uma Thurman per soldi calpesta la propria dignita’ di attrice e che io non comprerò mai più la Schweppes.

  5. Flo ha detto:

    Quello del Campari Soda boh che target volevano raggiungere? le trentenni avventurose che non hanno ancora capito cosa faranno da grandi? e allora perchè non ne hanno fatto anche una versione per i maschietti? o gia’ che c’erano con un anziano / anziana ? o un cassintegrato / a ? Mi verrebbe quasi da bollare lo spot come cretinata solenne, se non fosse che è anche peggio : un’accozzaglia di stereotipi insipidi e triti. Mi sa che non compro neanche il Campari Soda.