Smartphone: la libertà di spengerlo

by • 23 Maggio 2011 • LavoroComments (3)1533

Avete presente la pubblicità dove quei piccoli *mostri* di bambini si inceppano sulla parola smartphone? Tutte le volte che passa per radio mi viene sempre da ridere… ma poi mi domando, che tipo di realtá stanno rappresentando?
Anche se a livello pubblicitario può funzionare (fa ridere, è ricordabile e promette grandi cose) in realtà a me sembra un po’ come la pubblicità Mulino Bianco dove la famiglia – patinata – si riunisce allegramente di prima mattina e fa colazione insime (per fortuna che non hanno mai visto me, potrebbero avere grandi soprese!).

Ormai la nostra società è abbastanza diversificata soprattutto a livello familiare: esistono genitori single, famiglie allargate, coppie di fatto, famiglie tradizionali… ma soprattutto le famiglie sono composte, per la maggior parte dei casi, da genitori lavoratori.

Vodafone sostiene che grazie agli smartphone questi genitori possono essere “sempre-a-disposizione” e liberi dal lavoro e da vincoli di orario, perché possono rispondere alle mail al parco o in piscina ed essere sempre raggiungibili telefonicamente.

latin-american-businessmanE qui, per me, arriva il problema. Pubblicità a parte, credo che in realtà gli smartphone più che renderci liberi abbiano creato una sorta di schiavitù… digitale.
Personalmente, dopo l’euforia del primo momento, dove iperconnessa potevo taggare gli amici su facebook alle 3 di notte, scaricare la posta in bagno alle sette di mattina e twittare davanti al caffellatte – rischiando di rovesciare tutto sul telefonino -, ho cominciato ad avere qualche ripensamento.
Sicuri che questi strumenti – smartphone, tablets, ipad – ci abbiano proprio migliorato e semplificato la vita?
Il fatto di poter essere sempre raggiungibili ha ridotto i tempi di attesa di ogni tipo di richiesta.

– Ti ho appena mandato una mail… Perché non mi hai risposto?
– E dammi almeno il tempo di leggerla!!!

Non c’è piú separazione tra vita privata e lavoro, non possono piú esistere tempi morti e non si puó neanche soffermarci a pensare. Nella maggior parte dei casi vedo persone che non staccano mai dal lavoro, neanche di fronte ad un aperitivo con gli amici, ad una cena romantica, al cinema… il telefono è diventata un’appendice del corpo umano. Non viene quasi mai spento, ed è considerato normale rispondere beatamente durante conferenze, eventi, appuntamenti di lavoro… addirittura ho visto persone rispondere a un funerale!

Lungi da me dal passare da bacchettona o da boicottatrice della tecnologia, anzi! Ma, come credo si cominci ad intuire, per me il tempo-vita è fondamentale: spesso mi domando se organizzare il proprio mondo intorno al lavoro sia proprio la scelta giusta (consideriamo che tra spostarsi per raggiungere il posto di lavoro, lavorare e tornare a casa stiamo fuori in media almeno 12 ore).
Nei paesi scandinavi le persone devono dare il giusto peso sia al lavoro che alla propria vita. Se rimani in ufficio oltre le 8 ore, vuol dire che c’è qualcosa che non va! Andare fuori, frequentare persone, vedere cose… è considerato fondamentale per stimolare la creatività e la produttività di ogni lavoratore.

Mi auguro che impareremo a fare un uso corretto della tecnologia per organizzare la nostra vita frenetica e soprattutto capire quando è il momento di fare una pausa!
Aspetto commenti… chiaramente dai vostri smarphone!

 

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3 Responses to Smartphone: la libertà di spengerlo

  1. Pietro ha detto:

    Ho iniziato a maneggiare PC nel 1991, c’erano i Dischetti da 5″, gli 8086 della IBM e gli Hard Disk erano un sogno ancora lungo da arrivare….ora ho uno Smartphone, un Desk e 2 notebook e un netbook…..non mi sento affatto schiavo….non li stacco quasi mai, ma non la sento come schiavitù. Non la sento perchè i benefici che mi da sono maggiori dei lati negativi….lati negativi che posso e so completamente gestire.
    Penso che molto sia legato alla personalità di chi usa queste tecnologie….e che ci siano grossi problemi in questa sfera delle relazioni umane ormai è un fatto assodato!

    • Giovanna Coppini ha detto:

      Pietro .. dato che ci conosciamo tu sai quanto io ami le tecnologie e quanto mi senta a mio agio ad interagire attraverso i social network! Quello a cui mi riferisco è una cattiva gestione di questi strumenti a prescindere dal ruolo che ricopri. Se con il pc o lo smartphone riesci ad organizzare parte del lavoro fuori dall’ufficio potresti anche avere orari lavorativi più “flessibili” e non, come spesso succede, passare 10 ore in ufficio e poi altre 12 connesso dal cinema, al ristorante, a letto.. questo per me è essere workaholic , più che liberi!

  2. Giovanna Coppini ha detto:

    Ecco Vodafone ha creato un video sulla corretta gestione degli smartphone … mica ci avranno letti!
    https://www.youtube.com/watch?v=vC75_Y0ntB4&feature=player_embedded

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