Lambrate presta i suoi spazi al design di tutta Europa

by • 15 Aprile 2011 • Appuntamenti, Design, SegnalazioniComments (0)1264

La zona di Lambrate presta i suoi spazi al design di tutta Europa. Dopo le bollicine e i cocktail dell’inaugurazione di mercoledì, designer e scuole offrono idee, forme e nuovi materiali al pubblico di addetti ai lavori e curiosi.

Nell’Autofficina la parola comune è sostenibile.
La carta riciclata viene utilizzata da Vij5 come materia prima per le proprie creazioni. Compressa, riproduce le venature del legno, per trasformarsi in nuovi oggetti di arredamento.

I colorati contenitori di bagno schiuma o shampoo si trasformano in barchette grazie ai bastoncini a vela del designer Flori Hovers che presenta anche i suoi prodotti per l’interno.

Lo studio Schneemann produce vasi e complementi d’arredo con la plastica di vecchie pantofole, sottratte all’inquinamento in paesi come Africa e Asia.

Vicino la galleria di Massimo De Carlo, i designer Brian Richer e Kei Ng scherzano sul nome del loro studio show “Castor is french for beaver”.

Espongono i lavori più noti tra cui Invisible Chandelier: candeliere fatto di lampadine e neon bruciati. Ogni pezzo è un oggetto unico fatto su commissione.

Lonneke Gordijn e Ralph Nauta raccontano la fragilità della bellezza con Fragile Future III.

Delicati semi di dente di leone ricavati con tecnologie laser a sapienza artigianale, vengono assemblati assieme a circuiti di bronzo e luci led per creare moduli che ingabbiano una lieve luce.

Nel padiglione della Royal School of Art vengono liberate le onde sonore del Nomadic Sound System, una famiglia di oggetti wireless, a batteria e portatili, disegnati da Benjamin Newland per dare nuove possibilità di performance e permettere nuovi tipi di interazione tra utente e spazio.

Nello stesso ambiente Florie Salnot costruisce gioielli filando le bottiglie di plastica mentre Eva Malschaert reinventa la cortina che diventa seduta/altalena.

Il padiglione berlinese offre altri lavori di ricerca sui materiali come Hemp Chair di Werner Aislinger. Una seduta monoblocco di paglia e fibre vegetali incollate con una colla naturale e pressate con le tecnologie dell’industria automobilistica. Il lavoro Fortune di Mark Braun colpisce per la sua bellezza, semplice ed effimera, fatta di trasparenze e opacità. Su 21 caraffe di vetro delicati solchi nel vetro disegnano l’erosione provocata dall’acqua di altrettanti 21 fiumi e laghi di tutto il mondo. Alcune di queste caraffe hanno richiesto 300 ore di lavorazione ai sapienti artigiani della J. & l. Lobmeyr, azienda con oltre 200 anni di esperienza in questo settore.

Il Fuorisalone di Lambrate si riconferma contenitore di progetti che allontano dal design l’accusa di superficialità. Oltre ai lavori citati, si scopre soprattutto nelle scuole, una ricerca di senso e responsabilità che nobilita le creazioni e il design stesso.

Guest Blogger

Massimiliano Mauro

Borsista di un master in Visual Design all Scuola Politecnica di Design.

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