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Gioventù Ribelle, Il videogame all’italiana

by • 28 Marzo 2011 • Nuovi MediaComments (1)929

gioventù_ribelle_ritiratoL’esperienza con Gioventù Ribelle, è senza precedenti.
Come il Risorgimento, entrerà a far parte della storia (videoludica) italiana.

Questo post nasce dalla richiesta di un nostro lettore che ci chiede:

“Vorrei conoscere l’opinione delle vostra redazione sulle polemiche che hanno riguardato il videogioco in oggetto, tanto da consigliarne il ritiro dal sito”.

Ma a nostro avviso la domanda è non tanto perché è stato ritirato, ma perché è stato fatto uscire.

Il videogioco Gioventù Ribelle nasce con il duplice intento di celebrare l’eroismo e l’amor di Patria di giovani coraggiosi, il cui sangue e’ stato versato per unificare il nostro Paese, e di parlare ai giovani d’oggi con il loro linguaggio, che in parte e’ anche quello dei videogiochi.

Una presentazione bella ed interessante, sponsorizzata dal Ministero della Gioventù, ed un presupposto didattico molto importante per far conoscere e spiegare ai ragazzi ciò che è stato il periodo del Risorgimento.

Purtroppo però, dopo aver provato il gioco, ci si è scontrati con la dura realtà e su Wired si è potuto leggere:

I presupposti per una bella azione celebrativa in salsa digitale della più importante ricorrenza per il nostro Paese, insomma, ci sono tutti. Peccato che, all’atto della realizzazione, qualcosa evidentemente non funziona, e il risultato è un titolo così mediocre da scatenare le critiche e l’ilarità dei media stranieri. Tra i principali, DestructoidNeogaf. In quest’ultimo, in particolare, Gioventù Ribelle si becca il titolo “ The Worst Game Ever is Out” (“ è uscito il peggior gioco di sempre”).

L’iniziativa è stata realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, in collaborazione con Assoknowledge  Produttori Italiani di Videogiochi, Alberghi per la Gioventù e il coinvolgimento di sponsor tecnici come Ferrovie dello Stato, Cinecittà Studio Luce e Rai Trade.

Lascia davvero increduli il fatto che, contando su così tanti professionisti nostrani del settore, il messaggio in fase di promozione è stato quello di riuscire ad essere competitivi con i grandi titoli internazionali dei videogames, riuscendo però, alla fine,  solo a screditare l’industria italiana dei videogiochi.

Ma a prescindere dalla scarsa realizzazione tecnica, lascia sbalorditi, ad esempio, il modo con il quale il lancio del gioco è stato trattato.
Numerosi post ed articoli hanno ampiamente spiegato ciò che è successo, ma l’aspetto più caratterizzante della vicenda è nel fatto che si è cercato di sfruttare il lavoro di una tesi di 8 studenti dello IED per fini puramente commerciali.

Sul sito dell’AIOMI ad esempio, non una sola parola sulla tesi.
Si legge:

L’iniziativa, sostenuta per commemorare il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia, è realizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, in collaborazione con Assoknowledge  Produttori Italiani di Videogiochi, Alberghi per la Gioventùe il coinvolgimento di sponsor tecnici come Ferrovie dello Stato, Cinecittà Studio Luce e Rai Trade. All’evento era inoltre presente il Presidente della Repubblica Giogio Napolitano, che si è cimentato con la demo del videogioco. Il videogioco si presenterà come un’avventura grafica tridimensionale, in cui personaggi ed ambientazioni saranno ricostruzioni caratteristiche e fedeli del Risorgimento nostrano. La realizzazione è affidata a Assoknowledege Produttori Italiani di Videogiochi, mentre l’uscita è pianificata per la fine del 2011.

Lascia sgomenti, ad esempio, come si legge in un commento nel Corriere della Sera, il come è stato possibile sviluppare il videogioco dedicato ai 150 anni dell’unità di Italia su un first person shooter.

[…]  proprio non riesco a capire come sia venuto in mente al ministero di sviluppare il progetto su un first person shooter, uno sparatutto, cioè esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere un gioco da portare nelle scuole… compare un’immagine che mostra come nel gioco è possibile anche sparare al Papa.

A seguito delle critiche ricevute, il Ministro Giorgia Meloni ha replicato:

Naturalmente noi non abbiamo la competenza per giudicare la qualità tecnica del prodotto. Spetterà ad altri farlo. Va detto che finora è stata realizzata solo la demo del primo dei dodici livelli del gioco completo.

Ed appare davvero desolante la possibilità che nessuno abbia avuto modo di controllare e se non altro di confrontare questa demo con tutte le altre che ogni giorno vengono rilasciate sul mercato.

Il Ministro continua dicendo

L’idea di portare il Risorgimento italiano in un videogioco che potesse avere una sorta di “certificazione di autenticità storica” è partita da questa considerazione: i videogiochi, come il cinema, sono strumenti potenti, ma non sono obbligati a raccontare la realtà. Quanto sarebbe bello però, almeno in alcuni casi, poter utilizzare la loro potenza per permettere di imparare divertendosi?

E ci si chiede: se è un gioco didattico, deve raccontare la realtà oppure no?

Come ministero senza portafoglio non abbiamo la possibilità di investire milioni in un progetto del genere. Possiamo però fare del nostro meglio per smuovere le acque e aprire una strada che magari poi potrà svilupparsi e portare lontano. Magari – e sarebbe un incredibile risultato – dopo questo esperimento verrà in mente a qualche investitore l’idea che vale la pena fare uno sforzo economico per produrre un gioco legato alla storia dell’unità d’Italia, capace di conquistarsi uno spazio di mercato importante in mezzo ai colossi internazionali dell’intrattenimento videoludico.

Si è potuta leggere anche la lettere scritta da Raoul Carbone, autore del progetto

[…] Il progetto del videogioco, come opera di studenti realizzata a costo zero e senza il supporto tecnico e/o economico di aziende o singoli professionisti del settore, non può definirsi scadente.

Ma allora perché, sulla pagina ufficiale del gioco oggi non è più possibile scaricare la demo?

Gioventù Ribelle
Gioventù Ribelle
Se il progetto non è scadente, perché è stato ritirato?

Domande lecite che portano alla semplice conclusione che il ritiro della demo, dopo una importante fase di lancio all’interno di una manifestazione nazionale, rispecchia la scarsa sensibilità dimostrata nei confronti dei giocatori e degli appassionati del settore, solo in vista di possibili investitori.
Ci si augura che, per un prossimo futuro (e per il lancio ufficiale del gioco) venga tutto curato meglio: realizzazione, ma sopratutto, comunicazione.

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One Response to Gioventù Ribelle, Il videogame all’italiana

  1. Alessandro Pancirolli ha detto:

    Grazie per l’articolo. In effetti dopo avervi scritto ho visto qualche parte del gioco su You Tube: incredibile.
    Buon lavoro.

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