No Fastweb? No party.

by • 17 Gennaio 2011 • Advertising, ComunicazioneComments (6)2270

Signore e Signori, Clooney è atterrato in Italia. E Fastweb è pronto ad accoglierlo in aeroporto per dare inizio ad nuova avventura promozionale.

La nuova pubblicità di Fastweb che vede George Clooney protagonista non brilla certo per creatività.
Ne ricorda tante altre, in particolare per la mancanza di una storia che coinvolga realmente il pubblico.

Il punto è: quanto ancora conta il testimonial nella scelta di un prodotto/servizio in un momento storico in cui il word of mouth è diventato più potente di ogni belloccia/o che si rispetti?

A mio parere, a parte la visibilità, non conta più nulla. Serietà, affidabilità e credibilità. Ma perché proprio Clooney dovrebbe comunicare serietà e affidabilità? Perché ha ormai una certa età o perché era un famoso dottore nella serie tv ER?
Dopotutto quest’attore rinomato è già stato scelto come testimonial per due grandi brand del settore beverage, Martini e Nespresso. Coffee and party, Monsieurs. E Canalis.

Mi piacerebbe sottolineare la reazione di Fastweb, sulla fan page di Facebook, ad alcuni commenti negativi relativi al nuovo spot: «Ci spiace che tu non abbia apprezzato il nostro spot ma ti ringraziamo per aver condiviso con noi la tua opinione. Buona serata».
Un messaggio identico e ripetuto troppo spesso per diverse reazioni.

In un momento in cui i brand si aprono al social, perché non trasmettere affidabilità cercando di personalizzare una risposta al cliente finale piuttosto che servirsi di una celebrity, oltretutto già identificata con altre marche?

Drin…driiin…Fastweb, sei connesso? Dai, su, fai un passo avanti!

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6 Responses to No Fastweb? No party.

  1. giulia ha detto:

    Beh cmq hanno risposto (anche a me!!). Si sono messi in gioco ad ascoltare chi come noi non ha amato questo spot. Di questo bisogna dargli conto. Quando scrivo su FB di vodafone nemmeno mi rispondono!!! E cmq non è vero che hanno risposto sempre la stessa cosa. Io che chiedevo del doppiaggio sono stata risposta sul concetto espresso. Credo che lato social lo stiano facendo un passo avanti… sulla pubblicità concordo è orrenda.
    Ciao
    Giulia

  2. Flower ha detto:

    Onestamente a me piace. George è sempre fine ed educato ed entra nelle case degli italiani in punta di piedi. Rispetto ai social io per un problema di fatture li ho contattati tramite twitter e sono intervenuti tempestivamente: credo che questo sia essere un passo avanti. Possono sicuramente migliorare ma perchè non dargli atto di quanto già fanno?
    Sono madre di 3 figli in giro per il mondo e grazie alla connettività di fastweb posso vederli e sentirlo tramite skype senza cali.. mi sembra di stringerli davvero. Per me questo è molto. Buona giornata

  3. Stefania ha detto:

    Ciao giulia, non voleva essere una critica ma piuttosto un confronto tra quanto ancora si spende in spot inutili e quanto invece in servizi. Si é messa in evidenza una risposta che, ti assicuro, é stata ripetuta molte volte. Ovviamente chiedere a fastweb di fare un passo avanti é ironica verso il claim della pubblicità. ciao,
    Stefania

  4. giulia ha detto:

    Ciao Stefania e grazie per la risposta! Beh sull’investimento in spot credo abbia risposto fastweb anche su facebook dicendo che “investimenti in comunicazione non precludono investimenti nei servizi”. Il mio parere era oggettivo. Seguo molto “tiragraffI” perchè mi piace l’ironia e l’approccio sottile che utilizza ma stavolta mi era sembrato poco oggettivo. Insomma l’avranno anche ripetuta ma hanno anche dato altre risp (tipo quella che hanno dato a me). Ribadisco penso che un passo avanti ci siano da sempre e con questa storia dei social sono davvero saltati di 1000 passi avanti. Hai mai provato a scriverli su twitter o FB o ad usare il loro servizio online di assistenza tecnica io sono rimasta allibita da come mi hanno gestito. Ero molto disillusa ed invece. Cmq grazie per la risposta!! giulietta

  5. Miss V ha detto:

    Pessima scelta per un testimonial. Se il ruolo del testimonial è di rappresentare il brand e di fornire un punto di riferimento, non solo afidabile ma aspirazionale al consumatore, George Clooney a mio parere soddisfa parzialmente l’una e poco o niente l’altra.
    Perchè dovrebbe essere un punto di riferimento per il target fastweb? E sul discorso affidabilità, può essere credibile come legato ad un solo brand? Se si, provate pure a negarlo, nell’immaginario del pubblico è legato troppo strettamente al brand Martini. Credo che difficilmente qualunque marca IT riterrebbe azzeccato stimolare nella mente del consumatore l’accoppiata Alchol-Banda larga.
    Detto questo, mi pare che questo ottimo pezzo tuttavia esageri un pò nel definire finita l’era dei testimonial nel web 2.0.
    Se è vero che molte campagne virali si appoggiano su protagonisti sconosciuti e che nella comunicazione di network, dove dominano gli user-generated contents, è l’azienda a dover scendere tra gli utenti e conivolgersi nei loro dialoghi, il celebrity endorsement va oltre ciò. Rappresenta la vocazione aspirazionale dei brands, il loro appeal emotivo all’immaginario e ai sogni del pubblico obiettivo. e questo va al di là di ogni medium.

  6. Stefania ha detto:

    Grazie Miss V :)

    Si, sicuramente il testimonial è ancora importante a livello aspirazionale e nel coinvolgimento del pubblico. È che George ormai ha stancato e si vedono sempre troppo le stesse facce. Per lo meno in Italia…