shopper

Donne e marketing. Una riflessione personale.

by • 29 dicembre 2010 • MarketingComments (3)384

In questi ultimi tempi sono stata spettatrice, e in alcuni casi direttamente coinvolta in azioni di marketing interessanti.
Come è già noto, il Social Media Marketing ha come obiettivo il coinvolgimento del cliente (utente, consumatore, target, ecc.) utilizzando le piattaforme 2.0 a disposizione, e ricercando dei trendsetter o persone in grado di stimolare la conversazione dal basso.

I temi in cui sono stata coinvolta o testimone sono stati molteplici, ma ultimamente sono rimasta colpita dalla quantità di eventi e attività promosse. Di seguito un breve riassunto delle attività che hanno colpito la mia attenzione in questo 2010 ormai al termine.

Multigrain

food

A partire dal progetto Piacere Vero della Voiello, dove fra un sito interessante e animato, contest fra le ricette delle foodblogger e serate tematiche dove si parla e si “prova” il prodotto promosso, si propone come una promozione quasi a 360°.

Altre attività analoghe sono state fatte con l’invio a casa di prodotti alimentari: dai tubi di Multigrain, la nuova linea di patatine Pringles, al Soldino Mulino Bianco in edizione limitata, fino al Ritter Sport e alle 8 settimane di prova insieme a 2500 “degustatori”.

make up, salute e bellezza

Anche per le case cosmetiche c’è stata un’attenzione particolare alla rete, sia con eventi live che con prodotti da provare a casa.
Segnalo la Max Factor, Miss Broadway ed Estée Lauder con Pure Color Extravagant la collezione Make up per l’inverno 2010 presentata a Roma poche settimane fa.

Per non parlare della Philips che ha portato il suo Lumea, l’epilatore a luce  pulsata, in prova a poche (e fortunatissime) blogger italiane.

arte, design e cultura

L’inizio di un nuovo e apprezzatissimo trend, con i brand che promuovono cultura e la condividono in rete.

Dall’inaugurazione del nuovo spazio Campari alla Triennale di Milano alla visita guidata di “La donna allo specchio (Femme au miroir)” di Tiziano, con un ciclo di incontri che hanno visto protagoniste le donne e il loro impegno in tutti i campi, dalla cultura, allo spettacolo, alla politica.

lavoro e maternità

Per non parlare di tutti gli eventi svolti dalle Girl Geek Dinners italiane: ogni serata affronta un tema nuovo, “al femminile”, e menzione d’onore all’ultimo coraggioso esperimento delle GGD Romane con il loro incontro dedicato alle Mamme 2.0 e baby geek.

Ogni evento attira molti sponsor, interessati a esplorare il target femminile coinvolto.

Ecco… siamo arrivati al punto della mia riflessione.
Nella quasi totalità delle attività che ho elencato, è data particolare importanza alle donne, ai prodotti a loro congeniali, e alla loro influenza sulle scelte e sugli acquisti.

E’ mai possibile che la rete abbia scoperto con facilità l’importanza (e la capacità d’acquisto) dell’altra metà del cielo, mentre la comunicazione così-detta tradizionale ancora no?

Il Social Media marketing è riuscito a instaurare il dialogo e a enfatizzare l’importanza di ogni persona, ogni singolo consumatore, in pochissimo tempo (3 anni di vita?), mentre in 20 e più anni di advertising, le agenzie di comunicazione hanno continuato a proporre immagini e stereotipi come per la Renault Mégane GT Line, la contestatissima accoppiata Nikon D700 + Roomba e il recente flop della campagna Tim.

Non credo sia sempre colpa del committente. Le agenzie sono chiamate a proporre idee e nuove strategie di comunicazione: il ruolo del comunicatore (e della relativa agenzia di comunicazione) è studiare le nuove tendenze, proporre, consigliare e soprattutto educare il pubblico e soprattutto il cliente.

Ma non è che sia il caso di iniziare a educare le agenzie di comunicazione?

Perché come donna mi sento coccolata dalle attività di social media marketing e offesa da spot e campagne come quelle elencate sopra?
Meditate gente, meditate.

Pin It

Related Posts

3 Responses to Donne e marketing. Una riflessione personale.

  1. al scrive:

    i social media hanno a che fare con la totalita’ delle persone, persone reali. i vecchi media no. La televisione basa le sue decisioni sui dati auditel, cioe’ su un ristretto campione che dovrebbe rappresentare (e sappiamo quanto aleatoria e arbitraria puo’ essere la definizione di un campione) la totalita’ o almeno la maggior parte del pubblico.
    Poi io, essendo comunicatore e quindi di parte, do gran parte della colpa al committente. Le grandi aziende hanno un reparto marketing che detta le direttive per l’agenzia, quelle piccole difficilmente rischiano (vogliono le pubblicita’ come quelle che vedono in tv). Se Tim viene e ti dice abbiamo come testimonial de sica e belen, non e’ che puoi fare tanto. In realta’ potresti, ma tanto non te lo accettano.

  2. Andrea scrive:

    Sono d’accordo ma ad esempio Mercedes Benz con la classe A già qualche anno fa fece discutere sul suo interesse prettamente femminile nelle campagne, cosa che si è dimostrata vincente. Credo che il problema principale siano i brief delle aziende, spesso incompleti o nel caso di gare non sempre esaustivi.

    Ancora prima delle agenzie creative, credo sia proprio un problema di consulting in materia. La soluzione meno rischiosa viene prediletta rispetto al buon senso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *