La tecnica creativa che non funziona: c’è vita oltre il brainstorming?

by • 13 Settembre 2010 • Risorse, StrumentiComments (6)1652

Il brainstorming è forse la più conosciuta tra le tecniche di creatività; nato tra gli anni ’40 e ’50 da Alex Osborn, trovò un’applicazione ideale soprattutto nel mondo della pubblicità, anche se poi fu utilizzato e diffuso in molti altri ambienti.

La tecnica, utilizzata prevalentemente all’inizio di un progetto, consiste nel riunirsi in un gruppo di lavoro e applicare la “tempesta di cervelli”, ossia tirare fuori qualsiasi idea venga in mente, qualsiasi iconcetto, sensazione, parola chiave, in completa libertà (e spesso con esiti esilaranti); di solito, grazie ad un processo di connessioni logiche si riesce a tracciare lo scheletro della soluzione cercata, per poi rifinito in seguito.

Fin qui tutto bene. Da più di 50 anni sembra funzionare. E invece no!
Nel 1958, a soli cinque anni dalla sua invenzione, è stato provato che la tecnica non funziona.

E non è finita qui: numerosi studi hanno da tempo dimostrato che tutte le tecniche più comuni usate per incentivare la creatività di un gruppo di lavoro non solo non funzionano ma hanno, spesso, un impatto negativo.

E allora come siamo riusciti a mettere in piedi qualcosa di creativo e spesso di successo in oltre mezzo secolo?

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Il Newsweek propone sette tecniche alternative che sembrano funzionare.

1. Non dire a nessuno di “essere creativo”. Un’istruzione del genere porta le persone a bloccarsi. Però, secondo Mark Runco, docente presso la University of Georgia, c’è un suggerimento che funziona: “Fai qualcosa a cui solo tu potresti pensare ” che non verrebbe mai in mente a nessuno dei tuoi amici o familiari.”

2. Muoviti. Quasi ogni aspetto della nostra attività cognitiva può trarre giovamento da mezz’ora di esercizio fisico, e la creatività non fa eccezione. Non importa quale sia il tipo di esercizio, e l’effetto ha una durata di almeno due ore. C’è però da dire che funziona solo per chi è fisicamente in forma: per le persone che non sono abituate a muoversi, l’affaticamento dato dall’esercizio ne annulla gli effetti benefici.

3. Fai una pausa. Gli studiosi del multi-tasking affermano che non è possibile lavorare a due progetti contemporaneamente, ma che la dinamica è diversa se si ha più di un progetto creativo da portare a termine. è possibile completare più progetti in tempo se ci si concede di passare dall’uno all’altro quando la soluzione non appare immediata

4. Passa meno tempo davanti allo schermo. Secondo Elizabeth Vandewater, professoressa presso la University of Texas, per ogni ora che un bambino passa davanti alla tv il suo totale di attività creative “dal gioco al disegno” cala dell’11%. Se si considera che i bambini passano circa tre ore al giorno davanti alla tv, questo significa una riduzione di un terzo del tempo dedicato alla creatività, quindi meno tempo per sviluppare, attraverso il gioco, un senso di indipendenza creativa.

5. Esplora altre culture. Cinque esperimenti condotti da Adam Galinsky, della Northwestern University, hanno dimostrato che chi ha vissuto all’estero supera gli altri nelle attività creative. La creatività è più sviluppata anche per gli immigrati di prima o seconda generazione, e per chi parla più di una lingua. La teoria è che le esperienze interculturali costringono le persone ad adattarsi e a diventare più flessibili. Anche solo studiare un’altra cultura può aiutare. Nel laboratorio di Galinsky le persone si dimostravano più creative dopo aver assistito a una proiezione sulla Cina: una sessione di 45 minuti aumentava le performance creative per un’intera settimana.

6. Segui le tue passioni. Rena Subotnik, ricercatrice per l’American Psychological Association, ha studiato la progressione dall’infanzia alla carriera creativa. I bambini conseguono risultati migliori quando è permesso loro di sviluppare passioni profonde e seguirle senza riserve, a spese di un apprendimento generalista. “I bambini che si identificano profondamente con un ambiente creativo hanno più disciplina e affrontano meglio gli ostacoli”, ha notato. Al contrario, i bambini esposti superficialmente a diverse attività non hanno la stabilità necessaria per superare momenti difficili.

7. Abbandona la scatola dei suggerimenti. Se si vuole aumentare l’innovazione all’interno del luogo di lavoro, la prima cosa che bisogna fare è liberarsi della scatola dei suggerimenti, avverte Isaac Getz, professore all’ESCP (Europe Business School in Paris). Un protocollo formalizzato per esprimere i propri suggerimenti, che sia una scatola attaccata al muro, un form da compilare via email, o un sito web interno, in realtà soffoca l’innovazione, perché i dipendenti hanno la percezione che le loro idee finiscano in un buco nero di burocrazia. Al contrario: i dipendenti devono sentirsi liberi di mettere in pratica le loro idee. Una delle ragioni del successo della fabbrica Toyota in Kentucky è l’implementazione del 99% delle idee dei dipendenti.

Voi che ne pensate? Siete d’accordo?
Qual è la vostra tecnica “creativa”?

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6 Responses to La tecnica creativa che non funziona: c’è vita oltre il brainstorming?

  1. mafe ha detto:

    Io oooodio il brainstorming, grazie. L’unico modo per farmi venire un’idea decente che funziona è fare altro.

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  2. valentina cinelli ha detto:

    per assurdo, invece io mi ci sono sempre trovata bene… :)

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  3. ArMyZ e S.elene ha detto:

    anche io mi son trovato bene (poi, dipende dal gruppo…)

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  4. mafe ha detto:

    È che per me si crea la situazione del punto 1, cioè che ti siedi in un posto a un’ora precisa e *devi* essere creativo. Bah.

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  5. tiragraffi ha detto:

    #FF protagonisti di questa settimana: @100tag http://t.co/SiZHKwj – @foursquare http://t.co/vWvtQIq – @ilpost http://t.co/VyJ04mG

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  6. Lorenzo Guarnera ha detto:

    Concordo con le strade/spunti alternativi al brainstorming, ma per mia esperienza anche il brainstorming è un valido strumento. Dipende tutto dalle persone coinvolte e dal metodo con il quale viene condotto.

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