Space Invaders a Roma

by • 21 Luglio 2010 • Appuntamenti, Expo, ProgettiComments (40)2636

Dal mosaico al pixel, e ritorno, come dal videogioco alla realtà, e ritorno: la nuova generazione si fa strada portandosi dietro non le grandiosità del passato, ma il Pop che li ha cresciuti. La rivoluzione Pop sta permeando ogni aspetto della comunicazione, dall’arte alla grafica, dalla letteratura alla musica. Perché i bimbi son cresciuti, e sintetizzano come nessuna delle generazioni precedenti l’alto col basso, il cartone con l’arte eccetera.

Ecco perché è possibile girare per la città eterna e trovare sui muri antichi i piccoli alieni del famosissimo videogioco Space Invaders, in attesa, ad ottobre, della mostra a loro dedicata, grazie all’Associazione Wunderkammern, con il progetto Living Layers condiviso con il Macro e il Municipio Roma 6.

La street art è ormai una realtà affermata dell’arte, visti i successi di artisti/writers come Banksy e Blue, senza dimenticare il pioniere della forma d’arte così come la conosciamo, Keith Haring, ed è anche molto interessante vedere la migrazione dalle strade alle gallerie (e viceversa) come una metafora dei tempi odierni, sincretici, nei quali anche le categorie di spazio e tempo si amalgamano in un unicum multiforme.

Roma quindi invasa della creaturine di Tomohiro Nishikado, l’inventore del videogioco giapponese, e l’artista in incognito, nome d’arte “Space Invaders” non fa altro che farci giocare in un reality nel quale i punti li teniamo noi, una volta avvistati gli alieni in giro per la città. Allora, tutti pronti? Via, inizia il gioco!

Approfondimenti

Space Invaders – www.space-invaders.com/
Associazione Wunderkammern – www.wunderkammern.net/
Macro Roma – www.macro.roma.museum/

foto di Jessica Stewart – romephotoblog

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40 Responses to Space Invaders a Roma

  1. bastet ha detto:

    qualcuno riesce a mandarmi foto degli space invaders che trova in giro per roma? voglio fare una galleria fotografica :)

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  2. Laurazeta§ ha detto:

    mi sa che ce n’è uno subito fuori dalla metro spagna, poi do un’occhiata.

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  3. massi ha detto:

    Uno a Pigneto, zona "Officine" (se ripasso con la Canon poi spedisco)

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  4. Randolph Carter ha detto:

    like di condivisione

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  5. bastet ha detto:

    inviatele a contact AT tiragraffi DOT it :D

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  6. träci?'å* ha detto:

    ce n’è uno proprio qui link a google maps sul nome della via, ma non ho la foto -_-’

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  7. ezekiel ha detto:

    che differenza c’è tra questo e un teaser classico? parliamone :)

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  8. MauroGi ha detto:

    Me ho visto uno rosso su Lungotevere, appena dopo il Conservatorio. Se riesco lo fotografo e posto.

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  9. bastet ha detto:

    @tracina vai di smartphone ;)

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  10. bastet ha detto:

    @ezekiel il mezzo usato? ;)

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  11. bastet ha detto:

    @MauroGi mandala alla mail di cui sopra… appena ne raccogliamo un po’ ci facciamo una gallery sul sito :)

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  12. ezekiel ha detto:

    quindi così è fatturabile come "virale" mentre se intorno avesse avuto un foglio formato poster sarebbe stato un teaser? non capisco il progetto in sè

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  13. ezekiel ha detto:

    (se è un progetto in cui sei coinvolta mi scuso in anticipo eh, non è certo il primo o unico esempio su cui ragionare ma se me lo propongono mi viene da pensare)

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  14. bastet ha detto:

    perché dovresti scusarti? è un ragionamento/critica legittimissima! (e cmq io non c’entro nulla col progetto)… sinceramente non mi sono mai posta il problema: a mio parere i confini fra un tipo di comunicazione e l’altra sono talmente sottili che è ovvia anche una contaminazione… e cmq quasi ogni virale è un teaser, perché anticipa e crea aspettativa verso la comunicazione/promozione ufficiale…

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  15. micia ha detto:

    questa è la galleria dietro via giolitti, alla stazione?

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  16. ezekiel ha detto:

    @bastet no ma perchè poi sembra che uno se la prenda con la prima cosa sottomano.. :) ma in realtà è sempre necessario rifletterci. Secondo me molte cose vengono fatte, e quindi noi le vediamo, perchè qualcuno le vende come tali. Invece per essere considerata almeno comunicazione ci deve lasciare qualcosa. ecco, a dire il vero questo non mi lascia nulla. Sarebbe stato diverso se questi "alieni" avessero interagito con gli elementi circostanti (scimmiottando Bansky, per dire) ma piazzati lì così mi fanno pensare.

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  17. valeria j. ha detto:

    @ezekiel
    come dice bastet i confini sono labili, tra teaser e virale. il problema, se ho capito il tuo pensiero, è che lo vedi come comunicazione pubblicitaria senza uno scopo finale chiaro, lasciato un po’ al caso, perchè non interagisce (con l’ambiente) e non informa. Il fatto è che, come ho scritto, è un’operazione artistica, non finalizzata alla comunicazione come la intendiamo noi, ma ad un approccio all’arte + ludico e interattivo. L’artista Space Invaders non fa altro che creare, sul suo sito, le mappe delle città che “attacca” grazie agli animaletti che dissemina senza una logica commerciale, e i punti si ottengono un po’ come li ottengono quelli che avvistano gli uccelli rari, ovvero, i punti vengono “sentiti” in maniera “affettiva” dalle persone che giocano ad avvistarli. non so se mi sono espressa in modo chiaro, il fatto è che l’arte è come non mai contaminazione, e se proprio li vedi solo come comunicazione, lo sono allora per la mostra prevista a ottobre negli spazi di una galleria, dove verranno riproposti in “doppione” e quindi lì, sì, acquistabili.

  18. Robie ha detto:

    [nota di servizio] bastet la foto è di jessica http://romephotoblog.blogspot.com/2010/07/invader-in-rome.html magari un backlink schifo non gli fa.

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  19. bastet ha detto:

    @robie grazie, me l’ha segnalata anche @candy… la foto l’avevo presa da exibart che non aveva citato la fonte: ho provveduto a inserirla :)

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  20. Robie ha detto:

    si anche loro non hanno citato la fonte, e vabbè.. comunque il link di jessica corretto te lo avevo scritto qui :D

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  21. ezekiel ha detto:

    @valeria sì ho visto cosa fa, è che proprio non riesco a vedere l’approccio artistico o ludico o interattivo in questa situazione specifica. non mi trasmette la voglia o lo stimolo di fare quello che si prefigge, a meno che qualcuno non me lo dica o non me lo chieda. rappresenta qualcosa di neanche troppo insolito (se penso ad altri artisti o ad altre installazioni) anche se graficamente piacevole. l’unico modo in cui riesco a vederlo quindi è come comunicazione per la successiva mostra, in cui tutto questo si venderà.
    Tutto ciò che viene prodotto da un artista è arte?

  22. valeria j. ha detto:

    @ezekiel
    il fatto che non ti colpisca non vuol dire che non abbia funzionato, visto anche il risultato sul web. mi sembra che quando si parla di arte, tutti siano pronti a giudicare un prodotto (anche un non-prodotto, ma questa è un’altra storia) solo in base all’effetto “emozionale” che si avverte su se stessi. Quando poi magari il prodotto in questione è un mix di diversi livelli comunicativi (dal videogioco, specifico per un target di una data età, al gioco, ovvero trovare e fotografare gli animaletti, per esempio, fino alla svolta della mostra) subito l’esperto di uno sminuisce il tutto perchè non è puro, incontaminato, perfettamente incasellato nell’oggetto di studio specifico. Per questo invece c’è il richiamo al gioco, al quale si puo’ decidere di partecipare o meno, come da bambini. Le forme di pubblicità e comunicazione sterili mi sembra siano altrove, e anche più manifeste. quindi, ok, non ti piace, dovremo mettere il button “dislike” e tutto andrebbe a posto.
    Per quanto riguarda la tua domanda finale, se tutto ciò che produce un artista sia arte, ecco, io credo sia mal posta: se il prodotto è inserito nel “sistema arte”, la risposta è sì, ma andrebbe riformulata la domanda, in un qualcosa del tipo “cosa fa di un prodotto arte?” e infatti su questo sono state scritte enciclopedie…il cui riassuntino è quello che ti ho detto prima. I fattori di ARTE sono ormai vari e differenziati, con diversi livelli di fruizione, come per il discorso dello “statuto della critica” (tutti possiamo essere critici? in un certo senso, si, in un altro, più approfondito, no, e non è discriminazione!)

  23. ezekiel ha detto:

    intanto l’amabile discussione sul sito va avanti, peccato che i post qui siano linkati lì e non viceversa. ma voi avete visto mosaici di questo tipo in giro? o sono solo stencil? o altro?

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  24. ezekiel ha detto:

    @valeria a me sembra che l’opera di Invader (“Space Invaders” è il progetto; e l’artista di strada è Blu non Blue, ma sono dettagli) non comprendesse il gioco del “trova, fotografa & condividi” su web.
    non so chi lo abbia aggiunto e se costui sia un artista o un critico o un curatore o un venditore.
    anche perchè il progetto Space Invaders risale al 1998, non c’era il web 2.0 nè YouTube, nè Flickr e una rivoluzione (che ha ben superato quella pop) doveva ancora partire.
    ma siamo sicuri che sia stato proprio lui a posizionare i mosaici? Roma non sembra inclusa nel sito del progetto…

    ribadisco, l’impressione è che il tutto sia fatto più che altro per pubblicizzare una mostra e magari vendere gli artwork (che sono graficamente gradevoli).
    assolutamente legittimo, per carità, ma non avrebbe molto a che vedere con l’arte (nè con la street art) di cui si parla e si fa intendere.
    i pubblicitari lo chiamano viral o guerrilla marketing ma anche come tale è un po’ sbilenco…
    e non c’è scritto sulle enciclopedie :)

  25. ezekiel ha detto:

    mi rispondo da solo: questi sono mosaici http://www.flickr.com/photos/24593122@N08/4805713573

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  26. träci?'å* ha detto:

    quelli di space invaders sono sempre mosaici. parigi ne è piena. http://www.space-invaders.com/

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  27. ezekiel ha detto:

    sì, era per capire di cosa si stava parlando :) (e nell’ultima newsletter Invader parla di invasione di una nuova capitale europea, quindi ci siamo). lo sharing e il gioco non so chi l’abbia introdotto ma almeno speriamo che la mostra successiva sia su di lui e non su altro…

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  28. valentina cinelli ha detto:

    @ezekiel, mi domando, anzi ti domando perché bisogna ogni volta incasellare le cose.

    “guerrilla”, “teaser”, “arte”, “pubblicità”… sono tutte definizioni stereotipate (quasi) di uno stesso campo: la comunicazione.
    e, senza entrare nel merito della definizione di manufatto artistico o meno, i confini fra le varie categorie di cui sopra sono sempre stati molto labili.

    la “promozione” o “pubblicità” nasce con il far vedere il prodotto in pubblico per invogliare le persone all’acquisto.
    un’installazione artistica per la strada assolve allo stesso compito: fa promozione di sè stessa.*

    l’interazione (che tu ricerchi ovunque, essendo fautore del 2.0) c’è già nell’intervento sul territorio, e ovviamente il passo successivo è stato lo “shoot & share” nato più o meno spontaneamente.

    cosa cambia sapere se è stato l’autore a posizionare i mostriciattoli o qualcuno del suo staff? probabilmente è stata una strategia studiata a priori (come i link confermano)…
    quindi, alla fine, dov’è il problema?

    ~~~~~~

    * la statua del david di michelangelo, esposta in piazza della signora a firenze, per secoli ha fatto promozione all’autore stesso, invogliando fiorentini e turisti ad approfondire la produzione artistica del buonarroti (e magari fare pure un salto ai vicini uffizi).
    usando le definizioni attuali cosa sarebbe il david?
    teaser/promozione? (rimanda alla produzione artistica successiva)…
    guerrilla? (è un intervento sul territorio)…
    interazione 2.0 grazie a una raccolta fotografica? (http://www.flickr.com/search/?ss=2&w=all&q=david+michelangelo&m=text)

    :)

  29. romephotoblog ha detto:

    Space Invaders a Roma http://bit.ly/cQYIeg

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  30. Jessica ha detto:

    Grazie per mettendo la citazione della mia foto! Exibart ha messo il mio nome, ma non un link. Spero che vi divertite trovando i mosaici nella citta!

  31. Tiragraffi ha detto:

    è stato un piacere jessica!
    anzi: complimenti per le tue foto :)

  32. bigmolla ha detto:

    Ho fatto un giro a fotografare gli invaders in città ed ho preparato una mappa su google per i pigri che non vogliono girare a vuoto.
    ecco il link: http://maps.google.it/maps/
    ciao e buon divertimento.
    Grande Invader!!!!!!!

  33. leila ha detto:

    torno ora da londra e quando ho visto uno space invader a roma è stato come sognare!! e mi sono messa subito a cercare sul web!

    per contribuire alla discussione del blog:
    http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=1&IDNotizia=32311

    anche un altro articolo su exibart:
    http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=204&IDNotizia=32349
    …si parla del concetto di Living Layers, anche con Pietroiusti che è un artista storico direi. io credo che con Invader sia l’artista stesso a divenire un living layer in relazione a ciò che già esiste.

    e sembra che la notizia girava da tempo:
    http://www.wired.it/news/archivio/2009-02/11/invader-sta-arrivando-in-italia,.aspx
    e poi se è in collaborazione con il MACRO. magnifico! wow!

    un articolo niete male sul corriere che riprende molti punti del blog infatti:
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/tempo_libero/10_luglio_27/mosaici-space-invaders-torriero-1703470919633.shtml

    e non vi perdete questo: alcuni minuti presi da un film già uscito in inghilterra… ma che non ho visto… fa capire il collegamento tra invader e banksy… 2006 a los angeles…
    http://www.youtube.com/watch?v=a0b90YppquE

    altri video spiegano che anche shepard fairey ha contribuito al film.
    Ma se leggete in giro altre notizie su Terry Guetta, il tipo del film, ciò che è triste è di come si sia trasformato in Mr Brainwash. Quello sì che è puro commercio. Guardatevi delle interviste di Shepard a riguardo ed in totale disaccordo con il lavoro di Terry.
    E poi sembra assurdo il rapporto tra robbo e banksy… anche in quel caso forse puro commercio da parte di Robbo…
    …e non ci scordiamo che banksy ha ripreso molto (troppo direi!! e anche lui in qualche intervista ammette la somiglianza) da un grandissmo artista francese “blek le rat” degli anni 80. Ben 30 anni dopo!!!
    http://en.wikipedia.org/wiki/Blek_le_Rat

    sinceramente mi sono comprata vari cataloghi di invader. la sua ricerca estetica e anche sociale non ha nulla a che fare con la pubblicità. E poi c’è tutto il suo lavoro (che ha lui stesso inventato) sul rubikcubism: http://rubikcubism.com/top10_2009.html
    anzi forse invader non apprezzerebbe neanche la googlemap… o forse si… guardate il video del suo ultimo intervento a San Diego, del percorso virtuale.

    io comunque di certo lascierò la scoperta dei suoi ricercatissimi mosaici al caso!!!

  34. leila ha detto:

    ok forse ieri mi sono lasciata andare e ho scritto troppo…

    ma guardate qua!!! semplicemente magnifico!!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=Pp-20qDseo8&feature=watch_response

    magnifico!!!!

  35. tiragraffi ha detto:

    Space Invaders a Roma http://bit.ly/cQYIeg

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  36. leila ha detto:

    …l’articolo sul corriere della sera online:
    http://roma.corriere.it/roma/notizie/tempo_libero

    direi strepitoso!
    il 23 ottobre alla wunderkammern sembra appunto esserci la prima personale in italia come preannunciava l’articolo su la repubblica! http://www.wunderkammern.net/

    voglio il mio space invader!!
    baci
    leila

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