Frontiers of Interaction 2010 – verso la Società della Conoscenza

by • 15 Giugno 2010 • AppuntamentiComments (0)1018

logofoi10Frontiers of Interaction, due giorni di seminari e workshop respirando aria di innovazione.

A dare il via all’importante evento è stata l’intervista di Riccardo Luna al Ministro Brunetta che ha rappresentato perfettamente lo stato dell’ innovazione in Italia.

In tempo reale su Twitter si alternavano le domande di tutti coloro che hanno voluto costruire insieme l’intervista al Ministro.

Brunetta, con difficoltà, ha tentato di districarsi tra i tanti interrogativi senza centrare la priorità di  combattere il digital divide. Il suo discorso, terminato con la promessa di un portale data.gov entro la fine dell’anno, è risultato un groviglio di parole riempitivo degli spazi tra una domanda e l’altra, dimostrando una disinformazione strutturale sulla materia innovazione di cui egli stesso dovrebbe esserne garante.

E’ evidente che c’è un grosso problema di comunicazione che porta la nostra classe dirigente a percepire la rete come un nemico piuttosto che come un ormai necessario strumento di ausilio alla politica stessa per governare con maggior chiarezza e soprattutto con la trasparenza che dovrebbe contraddistinguere l’amministrazione di un paese democratico.

Successivamente  la Fondazione COTEC, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR, il mensile WIRED e con il sostegno di futuro@lfemminile, (il progetto di responsabilità sociale per le pari opportunità di Microsoft e Acer) ha presentato il rapporto sullo stato dell’Innovazione in Italia.

Gli stereotipi di genere e una differenziata percezione tra uomini e donne sui rischi e i benefici aderenti allo sviluppo tecnologico sono le amare considerazioni che emergono da tale ricerca.

these geeks are ready

In conclusione risulta necessario attuare strategie politiche di informazione volte a riconoscere il ruolo che la componente femminile ricopre nella società anche come valore aggiunto allo sviluppo economico e sociale del nostro paese. Come ad esempio nuovi modelli organizzativi aziendali che prevedano solo la presenza intellettuale e non fisica e dove i team possano essere gestiti attraverso gli strumenti tecnologici. Tali interventi faciliterebbero sicuramente la gestione per la donna della vita familiare e di quella lavorativa senza doversi ritrovare di fronte al solito bivio del sacrificio.

Diffondere la cultura dell’innovazione, al fine di costruire la  società della conoscenza significa favorire la capacità della gente di comprendere l’evoluzione tecnologica, intesa come portatrice di valori innovativi interagire con essa, controllarla con una maggiore consapevolezza ai diversi strati sociali e nelle diverse posizioni territoriali.

Ecco perché, l’innovazione, in Italia, in questo momento può diventare una formula vincente se supportata da un network di imprese e privati.

E’ il caso di Netsukuku, progetto di Andrea Lo Pumo, che prevede la commutazione dei punti di rete wireless Wi-Fi in un apparato di smistamento del traffico dati della rete stessa, insomma un progetto di reti autoconfiguranti peer to peer che si basa sull’idea che internet non è il web.

In altre parole, è la realizzazione dell’idea di una rete libera!

Un’idea che sicuramente si scontrerà con quella  mentalità respingente e ostile che ogni giorno condanna il nostro Paese a uno stato di arretratezza strutturale endemico.

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