QR code, l’ultima frontiera del marketing

by • 11 Gennaio 2010 • MarketingComments (31)2866

qrcode_tiragraffiI codici QR, creati nel 1994 dalla società giapponese Denso Wave, sono l’evoluzione dei diffusissimi codici a barre che troviamo in bella evidenza su qualsiasi prodotto che acquistiamo. A differenza di questi ultimi, però, possono contenere una quantità di informazioni notevolmente superiore. Infatti se il codice a barre tradizionale può incorporare approssimativamente fino a 20 numeri, il QR code è in grado di gestire informazioni per centinaia o migliaia di volte in più.

La cosa interessante è che è possibile gestire qualsiasi tipo di dato, caratteri alfanumerici, simboli, codice binario, codici di controllo e addirittura i Kanji, i caratteri usati nella scrittura giapponese.

Inoltre la nota interessante per noi creativi è quella di avere un corpo estraneo, notevolmente ridimensionato rispetto al codice a barre, che possiamo più facilmente inglobare nei nostri progetti grafici senza procurare grossi traumi visivi. Avendo assunto una delle forme auree per eccellenza, ovvero il quadrato, possiamo posizionarlo all’interno dei nostri progetti senza che diventi un peso nel nostro campo visivo. Il fatto poi di poterlo ridurre a dimensioni davvero minime ci aiuta ulteriormente. Anzi sembra quasi un elemento grafico a sé stante, a me ricorda tanto le splendide creazioni di Keith Haring. Spero che non si rivolti nella tomba per questa mia affermazione!!

Diffusissimi in Giappone e Stati Uniti e apparsi in Europa da qualche anno, i codici QR sono sui manifesti pubblicitari, sulle etichette dei prodotti alimentari, sulle inserzioni, sui biglietti da visita, etc.. In Italia Panorama, col numero di dicembre 2009, è stata la prima testata giornalistica ad usarli in qualche articolo e in alcune pubblicità.

Ma qual’è il reale punto di forza dei codici QR?

QR è l’acronimo di quick response (risposta rapida), poichè può essere interpretato velocemente anche con una immagine di bassa qualità. Oltre ad essere decodificati dai consueti lettori ottici, tipo quelli dei supermercati per intenderci, se inquadrati con la fotocamera di un cellulare rivelano informazioni di varia natura. Può essere letto da qualsiasi angolazione e anche se lievemente danneggiato (fino al 30%) le informazioni vengono comunque estrapolate.

Il QR code segna il passaggio tra la carta stampata e il mondo multimediale di internet. Ci apre la porta verso contenuti aggiuntivi che normalmente non potrebbero trovare posto sulle pagine stampate. Inviare un SMS, vedere un video, memorizzare i dati di un biglietto da visita, conoscere le proprietà di un prodotto, collegarsi ad una pagina web, il tutto semplicemente facendo una foto al codice QR di turno, senza digitare alcunché.
Sul display del nostro cellulare verranno inviate una miriade di informazioni che fino a qualche anno fa non potevamo nemmeno immaginare. I McDonald’s di Tokio lo usano sulla carta che avvolge i cheeseburger per illustrare le proprietà nutritive, le calorie e gli ingredienti del panino appena acquistato. In Svezia e Danimarca, dove è già di uso comune, lo si trova nelle vetrine dei negozi per pubblicizzare l’offerta della settimana o per illustrare le caratteristiche di un determinato prodotto. Ikea ad esempio lo usa sui suoi volantini pubblicitari, chi lo fotografa usufruisce di un coupon di sconto. In prossimità dei monumenti per esempio possono informare il turista sulla sua posizione e quale monumento sta ammirando, semmai ascoltando il racconto o vedendo un filmato.

pubblicità autoGli utilizzi sono infiniti e sta solo a chi ne propone l’uso essere capace di dare quel plus che può spingere l’utilizzatore a compiere o meno un’azione o semplicemente usufruire, anche se virtualmente, di un bene.
L’editoria, in primis, può trarre enormi vantaggi da questa tecnologia aggiungendo dinamismo, interazione e live response a qualcosa di statico. Penso ad esempio alle previsioni meteo sulla pagina del nostro quotidiano, fotografando il nostro codice QR, velocemente potremo collegarci ad una delle numerose webcam sparse per l’Italia per monitorare se sulla nostra spiaggia preferita c’è il sole oppure se la strada di montagna per andare da nostra nonna è percorribile o meno. Il tutto in tempo reale. Beh, non vi si può rinunciare!

Il lavoro duro, per noi creativi tecnologici, non sarà tanto quello di codificare il quadratino delle meraviglie ma quello di sviluppare tutti quei contenuti interattivi ai quali far accedere i nostri utenti-consumatori permettendogli di superare il limite fisico della carta per fargli vivere esperienze nuove e coinvolgenti di cui non potranno più fare a meno.
Anche perché i contenuti multimediali devono essere confezionati ad-hoc per i dispositivi mobili se non vogliamo che collegarci pochi minuti ci costi quanto una serata in pizzeria. Vi consigliamo quindi di consultare attentamente il vostro piano telefonico per le connessioni ad internet se non volete ricevere brutte sorprese in bolletta.

Cosa dobbiamo fare per usufruire dei codici QR?

Per entrare nel mondo del bianconiglio (cit. da Matrix) bisogna seguire pochi e semplici passi:
1 – Procurarsi un lettore multicode per il nostro modello di cellulare;
2 – Avere un QR code da fotografare.

Per il primo punto basta collegarsi direttamente col cellulare all’indirizzo internet http://get.quarkode.mobi/, ne esistono in realtà molti altri, e seguire le semplici istruzioni fornite per scaricare il software, il programma si installerà automaticamente. Alcuni telefoni di ultima generazione, come il Nokia N97, hanno già un lettore QR preinstallato. Una volta che l’installazione è completata non ci resta che andare a caccia dei codici QR.

Ci auguriamo tutti, io in primis, che l’uso di questa tecnologia si diffonda a macchia d’olio anche da noi per dare nuovo impulso alla comunicazione tradizionale offrendo servizi innovativi ai nostri clienti.
I guru del marketing avranno di che divertirsi.

approfondimenti

Denso Wavewww.denso-wave.com
Mobile Barcodes – www.mobile-barcodes.com
Lettore quarkode – get.quarkode.mobi
Generatore di QR-Codes – qrcode.kaywa.com
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31 Responses to QR code, l’ultima frontiera del marketing

  1. Ciocci ha detto:

    ancora in italia però sono molto sconosciuti, roba per "smanettoni". A marzo provammo ad inserire una serie di qr all’interno di alcuni materiali per il lancio di una lista alle elezioni provinciali e i feedback sono stati molto esigui. I qr rimandavano a slogan e punti programmatici oltre che ad un apposito sito che doveva svelare il soggetto politico (la sinistra per la provincia di siena) ad inizio campagna elettorale. Erano integrati all’interno di cartoline, flyer, manifesti, volantini classici, sul sito veniva spiegato come poterli leggere.

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  2. segnalo la mia presentazione Ignite che ho fatto poco tempo fa, QR-Code for dummies, un veloce ABC sulla materia :-) http://blog.alebegoli.it/2009/10/30/rbc-ignite-wafer-2-qr-code-for-dummies/

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  3. segnalo la presentazione Ignite che ho fatto poco tempo fa, QR-Code for dummies, un veloce ABC sulla materia :-) http://blog.alebegoli.it/2009/10/30/rbc-ignite-wafer-2-qr-code-for-dummies/

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  4. Semerssuaq ha detto:

    ce n’è anche uno nel PslA

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  5. Cristian74 ha detto:

    QR code, l’ultima frontiera del marketing http://ff.im/-e8zwn

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  6. milus ha detto:

    viva viva i QRcode!

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  7. bastet ha detto:

    ma qualcuno conosce già qualche applicazione del QR code più "creativa"? oppure già in circolazione? sono curiosa…

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  8. BraGiu ha detto:

    Casualmente su Panorama allegato a Sorrisi e Canzoni c’è il modo di scaricare l’app per cellulari per interpretare i codici QR (solitamente non leggo ne l’uno ne l’altro) :)

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  9. bastet ha detto:

    ma dai?

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  10. Alenoir ha detto:

    @ciocci quanti ricordi

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  11. panorama mette i qr negli articoli per dirottare traffico su panorama.it, dubito che abbiano preso piede (io ci spacioccavo già nel 2001, ma all’epoca i cameraphone erano agli esordi)

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  12. Andrea Casadei ha detto:

    se ne è parlato molto anche al #veneziacamp 2009 e nel 2010 prevediamo una sessione dedicta al loro utilizzo turistico

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  13. bastet ha detto:

    c’è qualcosa on line di ciò che è stato detto a proposito al veneziacamp? link pls?

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  14. Andrea Casadei ha detto:

    se usi iphone la miglior apps in assoluto è optiscan vale tutti gli euretti che ti chiede… ad esempio ho aperto http://www.tiragraffi.it proprio usandola… :)

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  15. Federico [Kurai] ha detto:

    ma yawn, anche.

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  16. Andrea Casadei ha detto:

    bastet stiamo mettendo ordine alle documentazioni, comunque vedo di tirarti fuori un poco di link…

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  17. margotta ha detto:

    per iphone c’è anche ZBar

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  18. milus ha detto:

    su Android ce ne sono diversi: quello che uso io è ixMAT Scanner (gratuito)

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  19. mi pare l’eterna promessa, un po’ come i feed rss…

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  20. bastet ha detto:

    spiega…

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  21. Federico [Kurai] ha detto:

    Gianluca, in altri paesi (giappone, nord europa) è ben più che una promessa. Resta da vedere se sarà lo stesso qui (tutto dipende dalla diffusione delle connessioni dati in mobilità, dal momento che mi pare che in Italia non ci siano problemi di diffusione dei cellulari)

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  22. @bastet, è che ne sento parlare da tanto tempo, e la diffusione ancora cosi’ minimale, che mi faccio domande sulla loro effettiva diffusione futura. esempio: magari il prossimo smartphone avrà una fotocamera in grado di fotografare e di trovare il link all’interno della foto e di aprire il browser per andarci… senza passare per il QR code (just a idea)

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  23. Valentina Cinelli ha detto:

    I codici a barre su Panorama, è solo l’inizio
    DI ROBERTO VENTURINI

    Il periodico di Mondadori sperimenta la crossmedialità tra rivista e web, per approfondire i contenuti di alcuni articoli. Breve intervista al publisher Filippo Gramigna

    Da Wired me lo aspettavo. Da Panorama, onestamente no. Sto parlando dei QR Codes, quei codici a barre di cui ogni tanto parlo. Visti sul primo numero di Wired ci stavano: tecnologia, crossmedialità… poi sono un po’ spariti dal geek-mensile. Da Panorama (rivista che frequento un po’ meno) invece non mi aspettavo questa incursione nella tecnologia, anche perché ho scoperto che non sono state operazioni spot, di buzz generation, ma sono una costante della rivista; in ogni numero un piccolo contributo di arricchimento crossmediale ad alcuni articoli. La faccenda mi ha stimolato la curiosità e ho approfittato di un’occasione (una collaborazione con Panorama First) per fare un po’ di domande in giro e capire cosa c’era sotto, se c’era un pensiero, e quale.

    Così sono andato a chiedere a Filippo Gramigna, publisher dei periodici maschili di Mondadori e l’ho un po’ intervistato.

    [ continua su I codici a barre su Panorama, è solo l’inizio | Apogeonline ]

  24. paolo gregorat ha detto:

    Noi abbiamo sviluppato due portali http://www.qrcodevini.com e http://www.cantinefvg.com che sfruttano questa tecnologia dei qr code per allacciare la bottoglia di vino con la sua relativa scheda sul portale, il prodotto si sta rilevando molto interessante per le aziende vinicole

  25. valentina cinelli ha detto:

    Riporto dal sito di Wired.it.

    Bye bye QR Code
     
    Al QR Code, quella specie di codice a barre da inquadrare con la fotocamera del cellulare per far partire un video o aprire una pagina Internet sullo stesso telefonino, Wired non ha mai creduto molto. Così per far parlare il mondo analogico (quello della carta stampata) e digitale (Internet) abbiamo scelto un’altra soluzione. A proporcela è stata l’azienda italiana 1Ring (gruppo H-Farm). Accanto ad alcuni contenuti del magazine cartaceo troverai un numero di telefono: componilo con qualsiasi telefono (cellulare o fisso) e gratuitamente, dopo un solo squillo, verrà aggiornata la tua pagina personale su Wired.it con un link che ti porterà alla risorsa (testo, gallery di immagini, video) che la nostra redazione vuole segnalarti per completare la tua esperienza di lettura.”

    Quindi esistono alternative ai QR Code?
    Perché è stata scelta un’altra tecnologia? Quali sono i problemi dei QR Code?
    Il QR Code è morto?

  26. Tiragraffi ha detto:

    la discussione su FF

    • Francesco Galiero ha detto:

      Rispondendo a più osservazioni, io penso che i QR code vivranno se sapremo farne un uso corretto. L’iniziativa di Wired mi sembra abbastanza “macchinosa” per essere un sostitutivo dignitoso del QR code. La comodità di fotografare e essere trasportati ovunque e/o eseguire un’azione o un’applicazione, non ha eguali a mio parere. La diffusione dei QR dipende molto anche da noi comunicatori, se tracceremo una strada lui la seguirà. A presto.

  27. marco ha detto:

    per la soluzione 1ring proposta per il wired.it non si precisa che lo squillo fatto….si che e gratuito pero si deve avere il collegamento ad internet e …andare sul computer di casa dopo per vedere la cronologia
    Bella la soluzione…a questo punto…ssi deve utilizzare anche il computer di casa..

    invece QRcode ti riporta direttamente al sito webmobil
    più informazioni sui QR code li trovate su http://www.codiciqr.it

  28. Nello ha detto:

    perchè continuate a dire che i codici qr devono essere fotografati gli stessi per informazione precisa vanno letti o scannerizati con un reader qr code se continuate a dire fotografare deviate gli utilizzatori

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