Lo zen e l’arte di googlare prima di lanciare un prodotto

by • 29 Gennaio 2010 • Advertising, ComunicazioneComments (7)1111

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A suo tempo, avevo già espresso i miei dubbi e pesanti critiche sull’iter creativo che aveva portato alla redazione di una headline (a mio parere né bella né originale).

Ora un’altra azienda è caduta nello stesso errore. E che azienda. Stiamo parlando della Apple Computer e del suo nuovissimo iPad.

Non riesco a credere che nessuno del management o dei creativi, in fase di naming*, prima del lancio di un prodotto considerato innovativo, non si sia fatto un giro su google.com per verificare se il nome scelto non fosse già preso oppure oggetto di fraintendimenti e di scherno.

Che ci sia stata una specie di guerra fra Apple e Microsoft per la registrazione del nome iSlate (fonte da confermare), oppure che il nome fosse già registrato dalla nipponica Fujitsu dal 2003 (repubblica.it) sono problemi più commerciali e strategici.

Ma è proprio a livello creativo che non riesco a capire come nessuno si sia accorto che “pad” in inglese, oltre ad essere un sinonimo di “tablet” è anche slang per “assorbente” (si “assorbente igienico”, quello per noi femminucce).
Ma non si usa più fare ricerche di mercato prima? Oppure la verifica che il nome è già registrato nello stesso settore merceologico, o solamente “vediamo se qualcuno ci ha scherzato su”?
Tanta superficialità non me la sarei mai aspettata da un’azienda così attenta alla comunicazione, come la Apple di questi ultimi anni, appunto…

La rete si è scatenata: un boccone troppo ghiotto per non essere sfruttato in pieno. E così è stato dato il via a una serie di battute ed elaborazioni di Photoshop che mostrano il “tablet della mela “come un assorbente, solo più costoso”.

Ma la parte più divertente è stata lo scoprire un vecchio ed esilarante sketch televisivo, in onda sulla MadTV della Fox, già nel 2006, chee faceva il verso a un fantomatico prodotto ” femminile” chiamato appunto “iPad” della Apple.

«Apple avrebbe fatto meglio a digitare ‘iPad’ su Google prima di scegliere il nome», scrive l’Huffington Post, dando voce alla perplessità di ogni creativo che si rispetti.
Ma soprattutto è la conferma che ai piani alti di Cupertino non c’è neanche una donna, e sicuramente neanche nel settore marketing.

* Il naming è il ramo del marketing che si occupa dello studio della scelta dei nomi dei prodotti, dei servizi e delle aziende. Naming (tradotto “Chiamare” o “nominare”), vuol dire assegnare un nome o una frase ad un determinato oggetto o ad una proprietà.
[ … ] L’esigenza di non commettere errori nella scelta del nome da assegnare a nuovi prodotti, ha favorito il crescente ricorso a specialisti nel settore del naming, riducendo di fatto la probabilità di commettere errori, che potrebbero essere causa dell’insuccesso di un prodotto o di una azienda. ~ Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

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7 Responses to Lo zen e l’arte di googlare prima di lanciare un prodotto

  1. Alberto ha detto:

    caustica come sempre… la mia gatta preferita ha sfoderato le sue unghie e ha graffiato :)

  2. Valentina Cinelli ha detto:

    Grazie ad Andrea Nicosia sto rintracciando alcuni tweet inviati durante il keynote del 27 gennaio:

    @hchamp iPad? Anyone who has ever menstruated would not have named a product that.
    3:17 PM Jan 27th from web

    @SarahNicholas Apple can’t’ve tested iPad name with women. I immediately thought it was an app for menstruating women. As, it seems, did every other woman.
    4:04 PM Jan 27th from web

  3. Geo8 ha detto:

    Non solo “…ai piani alti di Cupertino non c’è neanche una sola donna, e sicuramente neanche nel settore marketing.” ma nessuno di questi signori ha una moglie/compagna/fidanzata???

  4. Valentina Cinelli ha detto:

    perché, tutti gli uomini chiedono mai un parere alla propria moglie/compagna/fidanzata???
    :P

  5. Andrea Nicosia ha detto:

    Comunque, complimenti a Steve Jobs per lo splendido esercizio di telepatia: è riuscito a far twittare a tutte le geek del mondo la stessa frase nello stesso momento.

  6. Piero ha detto:

    Vale sai come la penso su questo costoso “assorbente” ma questa cosa del nome mi mancava ;-) giustissime le tue osservazioni

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